Questa sera, almeno per qualche minuto, sarà difficile resistere alla tentazione di alzare gli occhi al cielo. L’eclissi solare attesa nel tardo pomeriggio non sarà totale dall’Italia, dove assisteremo a un oscuramento soltanto parziale, ma resta un appuntamento astronomico capace di attirare l’attenzione e, soprattutto, di trasformare il cielo in uno spettacolo da condividere. In alcune aree d’Europa, invece, la situazione sarà decisamente più suggestiva: la Luna arriverà a coprire completamente il Sole, trasformando per pochi istanti il giorno in una sorta di notte improvvisa. Si tratta di un’eclissi totale particolarmente attesa, la prima visibile dall’Europa continentale dal 2006. Dall’Italia il fenomeno sarà osservabile intorno alle 19.30, anche se con caratteristiche molto diverse rispetto alle zone di totalità, come alcune aree dell’Islanda e della Spagna. Sarà comunque sufficiente per vedere moltissimi smartphone puntati verso il cielo. E proprio qui entra in gioco la tecnologia. Se fino a qualche decennio fa osservare un fenomeno astronomico richiedeva una certa preparazione, strumenti dedicati e magari anche una buona conoscenza delle mappe celesti, oggi una parte di tutto questo può essere racchiusa nello smartphone che portiamo ogni giorno in tasca. Il telefono, infatti, può trasformarsi in una piccola guida astronomica. Esistono applicazioni capaci di indicare con precisione quando inizierà e terminerà l’eclissi, quale sarà il momento di massimo oscuramento e quale percentuale del Sole verrà coperta dalla Luna nella posizione in cui ci troviamo. Alcune permettono persino di impostare notifiche per non rischiare di perdere il momento più interessante.

Puntando la fotocamera verso il cielo, alcune app con la Realtà Aumentata riescono a riconoscere la porzione di volta celeste inquadrata e a sovrapporre informazioni digitali alla scena reale. Sole, Luna, pianeti e altri corpi celesti possono così essere identificati direttamente sullo schermo.

Le fotocamere dei dispositivi moderni sono diventate estremamente sofisticate e possono sfruttare fotografia computazionale, HDR, stabilizzazione e sistemi di elaborazione automatica delle immagini per ottenere risultati che fino a pochi anni fa richiedevano fotocamere dedicate. Come per i nostri occhi, anche i nostri smartphone avrebbero bisogno di protezione, soprattutto in caso di video molto lunghi con l’obiettivo costantemente puntato verso l’eclissi. Il prossimo passo potrebbe essere l'intelligenza artificiale. Non soltanto come strumento per migliorare automaticamente una fotografia, ma come tecnologia capace di raccogliere, classificare e interpretare enormi quantità di immagini e dati prodotti durante un evento astronomico.

L'idea non è nuova. Progetti come Eclipse Megamovie hanno già dimostrato quanto possa essere prezioso il contributo delle persone comuni nella documentazione scientifica di un'eclissi. Migliaia di osservatori possono diventare, in qualche modo, parte di un unico grande esperimento collettivo, mettendo a disposizione immagini e informazioni raccolte da punti diversi del pianeta.

Ed è forse proprio questo uno dei cambiamenti più interessanti. Per vivere un evento astronomico non è più indispensabile trovarsi nel punto migliore della Terra. La tecnologia ha accorciato le distanze: streaming, applicazioni, immagini satellitari e contenuti interattivi permettono oggi a enti come NASA ed ESA di portare questi fenomeni nelle case di milioni di persone.

L'eclissi, quindi, non sarà soltanto un appuntamento con il cielo. Sarà anche un piccolo esempio di come siamo cambiati nel modo di osservare e raccontare ciò che accade sopra le nostre teste avendo in tasca una fotocamera, una guida astronomica, una piattaforma di condivisione e, sempre più spesso, un'intelligenza artificiale pronta ad aiutarci a interpretare quello che vediamo.

Resta però una cosa che nessuna tecnologia può sostituire: alzare gli occhi e guardare davvero il cielo.

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