Con le nuove linee guida introdotte nel 2026, la Academy of Motion Picture Arts and Sciences ha stabilito un principio destinato a far discutere: l’AI può essere utilizzata nel cinema, ma non può essere premiata come protagonista della creazione artistica.

Le nuove regole per la 99ª edizione dei premi, segnando una svolta storica per Hollywood. Il nuovo regolamento stabilisce che solo i ruoli “dimostrabilmente interpretati da esseri umani con il loro consenso” sono eleggibili per le categorie recitazione, e che le sceneggiature “devono essere scritte da esseri umani” per poter concorrere.

Le performance attoriali devono essere attribuibili a persone reali e consenzienti, mentre le sceneggiature devono essere frutto del lavoro umano per poter concorrere nelle categorie principali. In altre parole, un attore generato o modificato dall’intelligenza artificiale non potrà vincere un Oscar, così come un copione scritto da un algoritmo non sarà considerato eleggibile.

Per garantire il rispetto di questi principi, l’Academy si riserva anche la possibilità di richiedere informazioni dettagliate sull’uso dell’AI nei film candidati. Una sorta di verifica sulla paternità artistica che introduce un nuovo livello di trasparenza in un settore tradizionalmente poco incline a svelare i propri processi interni. Non si tratta solo di una questione tecnica, ma di una ridefinizione del concetto stesso di creatività.

In questo senso, le nuove regole degli Oscar assumono un valore che va oltre Hollywood. Rappresentano un precedente destinato a influenzare l’intero settore creativo, dall’audiovisivo alla musica, fino all’editoria. In un’epoca in cui la distinzione tra produzione umana e artificiale si fa sempre più sfumata, l’Academy prova a tracciare un confine simbolico ma decisivo.

Articoli Recenti