“Inauguriamo questo 2026 con la consapevolezza che il nostro teatro non sia solo un tempio della musica, ma il cuore pulsante di una comunità che si riconosce nell’arte e nella cultura”. Così il Maestro Daniel Oren, direttore artistico del Teatro Giuseppe Verdi di Salerno, ha presentato la stagione Lirica e di Balletto 2026. Ad aprire il programma del Massimo Cittadino, dal 16 al 19 aprile, sarà il capolavoro verdiano sarà Il trovatore opera celeberrima che fu rappresentata in prima assoluta il 19 gennaio 1853 al Teatro Apollo di Roma. Sul podio Leonardo Sini, giovane e talentuoso direttore d'orchestra italiano.

Ad aprile il 25 e il 26, in scena ci sarà Carmen. Carmen e il Destino sono i protagonisti assoluti di questa nuova Carmen, fedele alla novella di Prosper Mérimée e all’opera di Georges Bizet.

A maggio, l’8 e il 10, in programma una prima assoluta: Il signor Bruschino, ossia Il figlio per azzardo. Si tratta di una farsa giocosa in un atto di Gioachino Rossini su libretto di Giuseppe Foppa, rappresentata per la prima volta nel 1813 a Venezia. Nota per la celebre ouverture in cui i violini battono l'archetto sul leggio. In Scena Orchestra e Coro del Teatro “Giuseppe Verdi” di Salerno.

A chiudere il mese di maggio, il 29 e il 31, andrà in scena Il barbiere di Siviglia, opera buffa di Gioachino Rossini con la regia raffinata ed elegante di Riccardo Canessa, che si “unirà” alla bacchetta di Daniel Oren che dal podio condurrà l’Orchestra sinfonica salernitana sulle note dell’opera di Rossini.

A ottobre, il 18 e il 20, in scena il Macbeth di Giuseppe Verdi. La regia sarà affidata a Plamen Kartaloff regista che si distingue per un approccio registico attento alla drammaturgia e alla costruzione psicologica dei personaggi, con una particolare sensibilità verso la dimensione visiva e simbolica della scena.

Sempre ad ottobre, ancora la grande danza protagonista di 5 appuntamenti (2 matinée e una prova generale) e due spettacoli serali il 24 e il 25. Sulle tavole del Massimo cittadino danzeranno le punte del Balletto di Milano con La vie en rose…Bolero.

A novembre, il 6, il 7 e l’8, la coproduzione con il Conservatorio “Giuseppe Martucci” di Salerno spalancherà il suo sipario sull’operetta più nota di tutte: La vedova allegra. Il capolavoro di Lehár deve la sua fortuna a una serie di fattori, che si conciliano agevolmente nel corso dell’operetta e si esaltano vicendevolmente.

A chiudere la stagione 2026, il 21, il 23 e il 26 dicembre, sarà la maestosa Turandot di Puccini, opera dall’incredibile bellezza seppure incompiuta, che accompagnerà gli spettatori in un lungo viaggio in musica fino a Pechino, al tempo delle favole, dove vive la protagonista, bellissima principessa dal cuore di ghiaccio. Dirigerà l’Orchestra Filarmonica “Giuseppe Verdi” di Salerno Daniel Oren, la regia è affidata a Plamen Kartaloff.

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