I veicoli Waymo utilizzano una combinazione di telecamere, radar, sensori LiDAR e intelligenza artificiale per muoversi autonomamente nel traffico urbano. Il sistema, chiamato “Waymo Driver”, è arrivato alla sua sesta generazione ed è stato addestrato su centinaia di milioni di chilometri percorsi in modalità autonoma.  L’obiettivo è offrire un’esperienza simile a quella di un normale servizio taxi o ride-sharing, ma senza conducente umano. Gli utenti prenotano la corsa tramite app, il veicolo arriva autonomamente e accompagna i passeggeri a destinazione.

Secondo Waymo, il nuovo sistema è stato progettato per ridurre i costi operativi e aumentare la sicurezza, mantenendo elevati standard di affidabilità.  Nel corso del 2026 Waymo ha ampliato il servizio in numerose città americane, arrivando a operare in dieci mercati differenti, tra cui Phoenix, San Francisco, Los Angeles, Miami, Dallas e Houston.  L’azienda guarda però anche oltre gli Stati Uniti. A Londra sono già iniziati i test pubblici dei robotaxi, mentre altri progetti di espansione riguardano città internazionali come Tokyo

Il tema della sicurezza resta centrale nel dibattito sui robotaxi. Secondo i dati diffusi proprio da Waymo i robotaxi hanno risultati migliori rispetto ai guidatori umani in termini di incidenti e danni a persone o cose con un calo delle richieste assicurative per danni fisici rispetto ai conducenti tradizionali.

Tuttavia, il 2026 ha evidenziato anche alcune criticità. Proprio in questi giorni Waymo ha sospeso temporaneamente i robotaxi in quattro città del Texas e ad Atlanta dopo un problema software nella gestione delle strade allagate. Il caso principale è avvenuto il 20 aprile a San Antonio: un’auto senza passeggeri è entrata in una strada coperta d’acqua, è stata trascinata fuori carreggiata ed è finita in un corso d’acqua. 

I robotaxi rappresentano uno dei cambiamenti più radicali nel settore dei trasporti degli ultimi decenni. Se la tecnologia continuerà a migliorare e i problemi di sicurezza verranno progressivamente risolti, le città del futuro potrebbero essere popolate da flotte di veicoli autonomi disponibili on demand, con meno traffico, meno incidenti e costi di trasporto inferiori.

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