30/10/2026
Fabio Setta
Il fenomeno AI Slop: Il ruolo dell’Ai generativa nella produzione dei post per i social network
C’è una sensazione sempre più diffusa quando si apre un social network. Sia Facebook sia Instagram sembrano essere ormai invasi da contenuti tutti uguali. Testi, grafiche, anche foto: l’utilizzo smodato dell’Intelligenza Artificiale generativa sta inevitabilmente caratterizzando il feed di ciascuno di noi. Basta aprire un social per imbattersi in qualcosa del genere e, dopo averne visto uno, eccone subito un altro, magari quasi identico. Magari possono cambiare i protagonisti ma il risultato è sempre lo stesso. È uno degli effetti più evidenti di quello che viene chiamato AI slop, un'espressione inglese che potremmo tradurre con “spazzatura digitale generata dall'intelligenza artificiale”. Il termine indica quella quantità ormai impressionante di immagini, video, articoli e post realizzati automaticamente, spesso senza alcuna attenzione alla qualità e, soprattutto, senza avere davvero qualcosa da raccontare. Una sbobba digitale, si potrebbe dire, che spesso presenta imperfezioni, informazioni imprecise, testi piatti o immagini surreali e incoerenti. Il punto non è che questi contenuti siano necessariamente brutti. Anzi, alcuni sono realizzati piuttosto bene, almeno a un primo sguardo ma il problema emerge quando si cerca di andare oltre l'immagine accattivante o il titolo studiato per attirare un clic e non si trova nulla: nessuna informazione interessante, nessuna idea originale, nessun contributo che giustifichi il tempo dedicato alla visione o alla lettura. Naturalmente Internet era pieno di contenuti mediocri anche prima dell'arrivo AI generativa. La differenza, però, è che oggi produrli è diventato facilissimo dato che bastano pochi comandi, infatti, per ottenere decine di testi, centinaia di immagini e video pronti da pubblicare. Il rischio, però, non è soltanto quello di ritrovarsi davanti a una sequenza interminabile di video tutti uguali perché in questa massa di materiale finiscono anche false notizie, ricostruzioni fantasiose di fatti realmente accaduti e informazioni sbagliate presentate con grande sicurezza, rendendo così sempre più complicato distinguere ciò che merita attenzione da quello che è stato prodotto semplicemente per occupare uno spazio. E a pagarne le conseguenze sono anche coloro che sul web lavorano seriamente. Giornalisti, autori, fotografi e creativi devono confrontarsi con una quantità enorme di materiale pubblicato a ritmi impossibili da sostenere per chi dedica tempo alla ricerca, alla scrittura e alla realizzazione di un contenuto originale. Internet ci aveva abituati all'idea che chiunque potesse avere qualcosa da dire. Oggi si è arrivati al punto in cui tutti pubblicano, anche quando non hanno niente da dire. E forse è proprio questo l'aspetto più preoccupante dell'AI slop: non tanto la presenza crescente di contenuti artificiali, quanto la possibilità che quelli davvero interessanti, originali e capaci di lasciare qualcosa finiscano per perdersi in mezzo a una montagna di materiale inutile.