Lo scorrere del tempo, la percezione di ciò che ci circonda, anche il semplice scorrere dei giorni e delle ore. Un tempo, in quella che potevamo definire era analogica, tutto sembrava avvenire in maniera lenta, magari anche noiosa ma sicuramente più rilassata. Con l’avvento del digitale, sembra, invece, che il tempo si sia accorciato. Qualsiasi tipo di tempo, da quello di fruizione di una notizia ad esempio oppure quello dell’attesa, magari in fila alle poste o in banca. Con l’avvento del digitale la nostra percezione del tempo si è modificata con una compressione del presente e una frammentazione degli attimi che viviamo.

Il risultato? Una percezione del tempo più frenetica con l'attesa non è più vista come un momento di transizione o di riflessione, ma soltanto come sinonimo di qualcosa che non funziona e che addirittura può provocarci ansia. Basti pensare a quante volte, diventiamo insofferenti non appena una pagina web impieghi più tempo del normale a caricarsi oppure una app non si apre. Le nuove tecnologie, infatti, hanno eliminato i "tempi morti", riempiendo le nostre pause con contenuti digitali, e hanno generato una percezione soggettiva del tempo più frenetica. Questa ormai è l’epoca del paradosso del tempo digitale. Il tempo si è allargato ma non si è allungato. La continua necessità di condividere, di essere presenti, anche se online, di comunicare in tempo reale ha reso tutto più veloce, con il risultato di “bruciare” i momenti che viviamo ma anche le notizie che leggiamo e ci inondano, a causa del nostro continuo scroll sui telefoni. Le attività lavorative e personali sono ormai asincrone e quei momenti di inattività che venivano in passato utilizzati per riposare o riflettere sono sempre meno. Così come è sempre meno la volontà di approfondire. Ci accontentiamo di uno spot, di una pillola. Con il digitale, abbiamo la possibilità, o meglio abbiamo la sensazione, di velocizzare le attività e risparmiare tempo, comunicando istantaneamente con le tante app di messaggistica o facendo acquisti online. Il rovescio della medaglia è che abbiamo sempre più a sensazione che il tempo non ci basti mai e che urgenza e frenesia caratterizzino le nostre giornate. Più la tecnologia cerca di ottimizzare i tempi, più percepiamo la vita come un'incessante rincorsa, annullando il guadagno di tempo reale. Le vie di fuga non mancano. Il digital detox, la gestione selettiva delle notifiche o il ritorno a hobby analogici possono aiutarci a riscoprire la lentezza: ma siamo davvero pronti a uscire dal tempo per riappropriarci del nostro tempo?

Articoli Recenti