Negli ultimi anni, l’attenzione verso progetti e iniziative per l’innovazione e la competitività delle imprese è stata spesso alta, sebbene non sempre accompagnata da azioni concrete a livello centrale o regionale.

Resta, comunque, un aspetto fondamentale per la crescita dell’intero sistema Paese e, complice il programma europeo STEP, sono stati pubblicati diversi bandi per il finanziamento di progetti di Ricerca e Sviluppo su tecnologie critiche ed emergenti (deep-tech, tecnologie pulite, biotecnologie, ecc.) offrendo l’opportunità di realizzare iniziative altamente innovative e in grado di accrescere competitività e valore delle imprese italiane, anche a livello europeo.

I principali avvisi sono stati emanati a livello regionale ma non sono mancati (e ancora si susseguono) quelli a matrice ministeriale, ultimo in ordine di tempo, il cosiddetto “Scoperta imprenditoriale II”, in avvio in queste settimane.

Si tratta di importanti opportunità per le imprese, con incentivi che uniscono contributi a fondo perduto a finanziamenti a tasso 0 o agevolato, in grado, quindi, di fornire non solo vantaggio economico diretto, ma anche quella liquidità che, spesso, è il principale blocco alla volontà di investire: anche aziende floride e con bilanci sani, in molti casi, sono frenate dall’avviare progetti del genere per la paura di disperdere quella liquidità che, complici i tempi di incasso sovente lunghi o imprevedibili, rappresenta una dote ben più preziosa del valore nominale del denaro in cassa.

Le intenzioni di questi avvisi, dunque, sarebbero ottime ma, malauguratamente, si scontrano con un altro problema intrinseco del nostro Paese: la difficoltà ad ottenere credito! In molti casi, infatti, i finanziamenti agevolati possono riguardare centinaia di migliaia di euro o persino milioni di euro, con rimborsi pianificati su un paio di lustri, tuttavia, per essere riscossi, necessitano di polizze che rarissimamente vengono concesse, per tali importi, a micro e piccole imprese italiane, nonostante queste, nei racconti delle nostre classi dirigenti, dovrebbero essere il volano e il motore dell’innovazione. In pratica, sempre più spesso, le aziende presentano progetti ambiziosi e avveniristici che ottengono prestiti importanti che però non possono essere attivati perché non si hanno le garanzie necessarie a stipulare le polizze richieste. E si finisce col tornare al punto di partenza, con le aziende che non possono investire, stavolta non per mancanza di liquidità ma delle garanzie per ottenerla. A conferma, purtroppo, delle difficoltà di fare impresa anche per chi ha idee che ottengono riconoscimenti significativi… E l’innovazione rischia ancora di restare ferma al palo.

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