Meglio Allegri o Conte? Più bravo Guardiola o Arteta. E tu chi sogni sulla panchina della tua squadra del cuore. Il dibattito relativo all’allenatore è sempre stato, insieme al calciomercato e alla moviola, uno dei più accesi e sentiti. Sarà che in Italia, siamo 60 milioni di commissari tecnici, ogni volta che gioca la Nazionale, sicuramente, ogni appassionato di calcio ha commentato e criticato le scelte del proprio allenatore. Così magari sogna un grande nome che possa occupare la panchina del suo club, oppure c’è chi si augura che possa emergere un giovane sconosciuto, che scalzi gli antichi santoni dal palcoscenico. E se invece il prossimo allenatore fosse l’intelligenza artificiale?

Il quesito non è solo mera speculazione retorica ma un’ipotesi che potrebbe realizzarsi presto in futuro. Non molto fa, proprio il tecnico spagnolo dell’Arsenal, Arteta ha rivelato di essersi fatto aiutare dall’AI per preparare le partite, spiegando che «l’intelligenza artificiale è uno strumento estremamente potente, se usato nel modo giusto. Noi lo sfruttiamo per sviluppare alcune cose che, a nostro avviso, possono aiutarci a comprendere meglio noi stessi».

Poche settimane dopo è uscita la notizia secondo cui Robert Moreno, ex tecnico spagnolo del Sochi, sarebbe stato licenziato dal club russo perché aveva abusato – non usato, ma abusato – di ChatGPT, interpellandola per impostare le tattiche di gioco e la logistica legata alle trasferte.

Ormai, stiamo vivendo un rivoluzione che non si può più arrestare. A confermarlo sono i dati relativi agli investimenti in startup e piattaforme di tecnologia sportiva che hanno toccato i 2,5 miliardi di dollari, con una crescita stimata fino a 14,48 miliardi di dollari entro il 2030.

Dalla tattica allo studio degli avversari, dai piani di allenamento alla logistica, alla interpretazioni dei dati raccolti da collaboratori e scout: il lavoro dell’allenatore negli ultimi anni non è solo quello di scegliere la formazione da mandare in campo. In tal senso tool fondati sull’intelligenza artificiale possono essere di grande supporto e, anzi, secondo diverse ricerche, i simulatori AI utilizzati da alcune delle squadre più blasonate del mondo forniscono consigli efficaci nel 90% dei loro interventi durante gli allenamenti e le partite.

Non più assistenti in carne ed ossa ma assistenti AI per elaborare schemi, conoscere gli avversari e preparare tattiche. E visto lo sviluppo tecnologico, potrebbe non mancare molto per vedere l’AI scelta come nuovo allenatore.
 

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