Instagram ha esteso anche in Italia le nuove protezioni per gli account degli adolescenti. L’aggiornamento, già lanciato nell’ottobre 2025 in Regno Unito, Stati Uniti, Australia e Canada, introduce impostazioni predefinite basate sui criteri di classificazione dei film per i maggiori di 13 anni. Tutti gli utenti sotto i 18 anni vengono inseriti automaticamente in questa configurazione, che non può essere disattivata senza il consenso dei genitori.

Con l’introduzione dei cosiddetti Teen Accounts, Meta ha cercato di rispondere alle crescenti pressioni dei regolatori europei, creando un ecosistema che si attiva automaticamente per chiunque dichiari un’età inferiore ai diciotto anni. Non si tratta di una semplice opzione attivabile nelle impostazioni, ma di una vera e propria versione blindata dell'applicazione.

La navigazione parte obbligatoriamente da un profilo privato, impedendo a chiunque non sia stato esplicitamente approvato di visualizzare i contenuti pubblicati. Parallelamente, la messaggistica viene drasticamente limitata: i ragazzi possono interagire in privato solo con persone che già seguono, eliminando alla radice il rischio di essere contattati da malintenzionati o estranei.

Un altro aspetto fondamentale riguarda il tempo e il riposo. Instagram ha introdotto una sorta di coprifuoco digitale, la modalità sonno, che silenzia le notifiche dalle dieci di sera alle sette del mattino, cercando di spezzare il circolo vizioso della navigazione notturna compulsiva. Se un adolescente supera i sessanta minuti di utilizzo quotidiano, l'app interviene con notifiche di stop, rendendo necessario l'intervento o l'autorizzazione di un genitore (per i minori di sedici anni) per poter proseguire o modificare le restrizioni.

Esistono però delle criticità che non possono essere ignorate. Il rischio principale è l'effetto bypass: molti adolescenti, percependo queste regole come un limite alla propria libertà, cercano rifugio in account secondari creati con l'ausilio di VPN o navigando su piattaforme meno regolamentate e potenzialmente più pericolose

Meta utilizza e sta implementando strumenti predittivi che analizzano il comportamento degli utenti per stanare chi mente sull'età: se un profilo dichiara di essere maggiorenne ma interagisce con reti di teenager o utilizza un linguaggio tipico dei giovanissimi, viene declassato d'ufficio ad account per minori, richiedendo prove documentali o video selfie per tornare alla versione standard.

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